Comunicare non significa solo parlare: significa creare azione

Molto spesso pensiamo di comunicare semplicemente perché abbiamo detto qualcosa. “Te l’ho detto”, “l’ho spiegato”, “l’ho ripetuto mille volte”. Ma siamo sicuri che questo significhi davvero comunicare? In realtà, troppo spesso confondiamo la comunicazione con la semplice informazione. Trasmettiamo parole, concetti, opinioni… senza avere davvero consapevolezza del risultato che quelle parole produrranno nell’altra persona. La …

Molto spesso pensiamo di comunicare semplicemente perché abbiamo detto qualcosa. “Te l’ho detto”, “l’ho spiegato”, “l’ho ripetuto mille volte”. Ma siamo sicuri che questo significhi davvero comunicare?

In realtà, troppo spesso confondiamo la comunicazione con la semplice informazione. Trasmettiamo parole, concetti, opinioni… senza avere davvero consapevolezza del risultato che quelle parole produrranno nell’altra persona.

La vera comunicazione non è solo parlare. Comunicare significa trasferire un concetto in modo tale che il nostro interlocutore possa comprenderlo e trasformarlo in un’azione concreta.

Ecco allora la prima domanda fondamentale che dovremmo porci ogni volta che comunichiamo:
cosa voglio che l’altro faccia dopo ciò che gli sto dicendo?

Quale azione desidero generare?
Quale cambiamento voglio creare?
Quale consapevolezza voglio generare?

Perché l’efficacia della comunicazione non si misura da quanto abbiamo parlato, ma dal risultato che otteniamo. Se ciò che diciamo non produce comprensione, chiarezza o azione, probabilmente la nostra comunicazione non è stata efficace.

Ascoltare per comprendere, non per rispondere

C’è poi un altro aspetto fondamentale: l’ascolto.

Viviamo in un mondo in cui molti ascoltano per ribattere, pochi ascoltano davvero per comprendere. Durante una conversazione spesso siamo più concentrati su ciò che diremo dopo che su ciò che l’altro sta realmente esprimendo.

Questo atteggiamento limita profondamente la comunicazione e alimenta conflitti, incomprensioni e distanza.

Ascoltare con sincero interesse significa invece cercare di capire davvero il punto di vista dell’altro. Significa chiedersi:
cosa vuole che io comprenda?
Quale bisogno, emozione o richiesta c’è dietro le sue parole?

Quando iniziamo ad ascoltare in questo modo, la comunicazione cambia completamente qualità.

“Te l’ho detto mille volte” non basta

Quante volte diciamo: “Non capisce”, “gliel’ho spiegato mille volte”?

Ma forse il problema non è quante volte lo abbiamo detto. Forse il problema è che lo abbiamo detto sempre nello stesso modo.

Ogni persona comprende la realtà in maniera diversa. C’è chi ha bisogno di parole e spiegazioni, chi di immagini e schemi, chi di emozioni e di esperienze pratiche. Per questo una comunicazione efficace richiede flessibilità.

Se l’altro non comprende, non serve alzare il volume o ripetere la stessa frase. Serve trovare un modo diverso per trasferire lo stesso concetto.

Ed è qui che entra in gioco uno dei principi fondamentali della comunicazione, espresso anche da Paul Watzlawick:
la responsabilità della comunicazione è di chi comunica.

Questo significa che, se l’altro non capisce, abbiamo ancora margine di azione. Possiamo cambiare approccio, esempio, metafore, tono, modalità. Possiamo migliorare il modo in cui trasmettiamo il messaggio.

La comunicazione più importante: quella con te stesso

Tutto questo vale nelle relazioni, nel lavoro, in famiglia, con i figli, con i colleghi o con i clienti.

Ma esiste una comunicazione ancora più importante di tutte le altre: quella che abbiamo con noi stessi.

Le parole che utilizziamo nella nostra comunicazione interna influenzano i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni ogni giorno.

Come ti parli quando commetti un errore?
Quale significato dai a ciò che vivi?
Quali parole usi dentro di te ogni giorno?

Perché le stesse regole che valgono nella comunicazione con gli altri valgono anche dentro di noi.

Se imparassimo a comunicare meglio con noi stessi, probabilmente la qualità della nostra vita cambierebbe profondamente. Avremmo più chiarezza, più equilibrio, più serenità.

Comunicare per fare la differenza

Comunicare non significa avere ragione.
Significa creare comprensione.

Significa ascoltare con sincero interesse, assumersi la responsabilità del messaggio e avere chiaro quale azione vogliamo generare, prima in noi stessi e poi negli altri.

Quando iniziamo a comunicare in questo modo, le relazioni migliorano, i conflitti diminuiscono e la nostra vita diventa più armoniosa.

Perché le parole non sono solo suoni.
Le parole creano mondi.

E scegliere come comunicarle può davvero fare la differenza.

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